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c o n t a t t o

S T U D I O     V  O  L  P  I

A  r  c  h  i  t  e  t  t  o   L u c a   V o l p i

Progetto di una casa in strada del Cerqueto, Terni - anno 2016

Il nuovo edificio è concepito sulla base della matrice guida relativa all’aggregazione dei corpi di fabbrica, indicata dal piano attuativo (Sistemi costruttivi, schemi aggregativi e compositivi – elaborato 4.8 della relazione paesaggistica di piano attuativo).

Nello specifico,  il progetto dell’edificio è stato determinato dal la stretta connessione con la configurazione del verde previsto dal piano attuativo; le emergenze dell’edificio corrispondono ad una deformazione accentuata delle parti verdi e delle quinte percettive.

L’edificio,  che si sviluppa su un solo piano,  si articola  a “C” con una forte connotazione geometrica; con l’intento di gerarchizzarne lo sviluppo, si giustappongono dei corpi di fabbrica elementari. Il sistema compositivo e linguistico,  il rapporto con il verde, si ritiene sia memoria  della  connotazione di numerosi esempi di ville umbre tratte anche dalle illustrazioni di edifici storici umbri.  Lo sviluppo del corpo di fabbrica richiuso su se stesso, trova riscontro anche con il sistema delle aperture verso l’esterno che al fine di minimizzare il fabbisogno termico, riduce al minimo le finestre verso il lato nord e concentra  le finestre nelle altre direzioni. Al fine di dosare l’irraggiamento solare e diversificarlo nelle varie stagioni, le aperture sono state  articolate mediante quinte porticate e “scavi” nel corpo di fabbrica; ogni finestra insieme alle alberature inserite nel  lato sud  è stata verificata in rapporto alla sua esposizione nelle varie stagioni.

L’edificio, come accennato risulta articolato mediante giustapposizione di corpi di fabbrica elementari a cui corrispondono distintamente varie funzioni.

Gli ingressi delle unità immobiliari sono costituiti da un volume cilindrico scavato e porticato; nella copertura piana di questi volumi sono stati inseriti (nascosti) i serbatoi di riutilizzo domestico dell’acqua di recupero della cisterna, e un sistema di fioriere per la piantumazione di  arbusti di rosmarino prostrato e ligustro variegato.

Il corpo di fabbrica che alloggia in copertura la prevalenza dei pannelli fotovoltaici, è stato trattato in maniera distinta rispetto all’edificio sia per quanto riguarda le due facciate frontali e posteriore sia per quanto riguarda la copertura. Le facciate costituiscono una discontinuità nello sviluppo dell’edificio,   avanzano dal filo esterno dei prospetti principali e con una concezione medievale si distinguono e si allontanano di circa un metro; tale sistema, (nel lato sud) consente di mitigare la vista dei pannelli nel piano di copertura.

In generale, il principio adottato per l’inserimento dei pannelli in copertura, è stato quello di elementarizzarne la forma geometrica facendo rimanere  distinti e ordinati i piani di falda con le tegole. 







 
 









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Architetto Luca Volpi
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